Fave ricetta storia e curiosità

È tempo di Fave: le hai mai assaggiate col pecorino crotonese? Benefici , Storia e Ricetta di uno dei legumi più antichi al mondo!

Vi portiamo alla scoperta di un gusto nuovo, tradizionale sì, ma ancora poco conosciuto! Le ricche proprietà e i benefici delle fave accompagnate dal gusto unico e deciso del pecorino.. tutto a portata di papille gustative! Scoprile con noi!

Le fave. Vi raccontiamo tutto sui benefici dei legumi più antichi del mondo.

Dalla particolare forma e colore verde pastello, le fave appartengono alla famiglia delle Fabaceae, molto conosciuta per via delle 18.000 specie che popolano il nostro pianeta ricomprendendo tra gli esemplari più noti anche gli alberi di fagiolo,  pisello, lenticchia e cece, tutti accomunati dalla stessa caratteristica: il loro frutto è un legume composto da più semi racchiusi in un unico involucro, il baccello, dalla forma lunga e pendente. Le fave registrano una grande presenza di coltivazioni soprattutto nelle regioni del Sud Italia, che ne hanno fatto per questa copiosa diffusione base della loro alimentazione e piatti tipici di tradizione, conosciuti in tutto il mondo, di cui vi daremo un piccolo assaggio ancora tra poche righe!

Ma quali sono i benefici che le fave apportano alla nostra salute e in cosa consiste il fastidioso favismo

Come forse in pochi sanno, le fave costituiscono un alimento di cui sarebbe bene aumentare il consumo. Questi legumi sono infatti ricchi di ferro, potassio, magnesio, rame, selenio, vitamine, acido ascorbico e acido folico, tutte proprietà che ne hanno incentivato l'utilizzo soprattutto nelle diete vegane e crudiste che più delle altre riescono ad apprezzarne la completezza nutrizionale. Questi legumi andrebbero mangiati crudi, possibilmente appena raccolti, per preservarne al meglio le proprietà vitaminiche e minerali che potrebbero disperdersi con la cottura. Le fave sono ricchissime di proteine, fibre, carboidrati, contengono pochissimi grassi e sono fatte dell'84% di acqua. E' per questo che sarebbe bene consumarle spesso, visti i profondi benefici che potrebbero avere sul nostro organismo. Diversi studi hanno infatti dimostrato che le fave sono perfette per il mantenimento di una equilibrata forma fisica, abbassano il colesterolo, aiutano a prevenire il diabete, assumono un ruolo veramente importante per il mantenimento del benessere del cervello (la L-dopa è utile nella prevenzione del morbo di Parkinson), rendono la pelle luminosa e hanno proprietà depurative e diuretiche. D'altronde è risaputo che la migliore prevenzione dell'invecchiamento e delle malattie comincia con una buona alimentazione. 

Ma se tanti sono i benefici per il nostro organismo, altrettanto pericoloso può esserne il consumo per chi è affetto da favismo.

Diversamente da quanto si pensi, il favismo non consiste in una allergia. Le persone fabiche sono infatti affette da una forma di anemia ereditaria, caratterizzata dalla carenza di un enzima detto glucosio-6-fosfato deidrogenasi (G6PD). I globuli rossi carenti di tale enzima vengono danneggiati e distrutti (lisati) se esposti alle fave. Recenti studi hanno dimostrato che in Italia la regione in cui più di ogni altra si concentra il favismo è la Sardegna, che registra un picco del 25.8% di soggetti affetti da deficit dell'enzima G6PD nella provincia di Cagliari. Rassicuriamo tutti del fatto che molto spesso una grossa percentuale di soggetti fabici risulta fortunatamente asintomatica!

Fave benefici

Fave e pecorino. Pillole di mito e tradizione!

Se l'accoppiata fave e pecorino costituisce una trovata culinaria da ricondurre ai giorni nostri, è con la tradizione romana di festeggiare a maggio l'arrivo della primavera che possiamo almeno dire essere emersa la prima vera testimonianza del consumo di fave "da tradizione" nei nostri giorni. Già nell'antica Roma in effetti ritroviamo le prime testimonianze che ci raccontano di come gli antichi romani gettassero e distribuissero le fave tra la folla durante i festeggiamenti dedicati alla dea Flora, protettrice della natura che rinasce. Di lì in poi le fave sono divenute simbolo di buon augurio, da mangiare con l'arrivo della primavera per propiziare un'estate di raccolti abbondanti. E' con la festa del lavoratori del 1 maggio di ogni anno che la tradizione di accoppiare le fave al pecorino è diventata una regola soprattutto per i romani, che durante le gite fuori porta tipiche di questo giorno, il Maggetto dei romani, hanno pensato bene di non complicarsi la vita con preparazioni da cuocere durante la scampagnata primaverile, ma di portare con sè due alimenti da consumare crudi e in modo veloce: fave e pecorino!

In questo periodo in cui la raccolta delle fave è abbondante e copiosa, Rainbox ti consiglia di assaggiare per la prima volta, o forse riassaggiare!, questo meraviglioso binomio, consigliando di acquistare freschissime fave dal vostro contadino di fiducia e di accompagnarle al nostro prelibato pecorino crotonese, che vi ricordiamo è in promozione in formato tris, così da poterlo assaggiare in gustose varianti.

La nostra ricetta: Purea di fave, cicoria e scaglie di pecorino crotonese

Lasciate in ammollo 400 g di fave fresche per circa 12 ore, in modo da ammorbidirle e renderle maggiormente lavorabili. Ponetele in una casseruola ricoperte di acqua e portarle a ebollizione all'incirca per due ore, a cui aggiungere una foglia di alloro per colorare di sapore. Una volta cotte, frullatele con l'aiuto di un minipimer e aggiungete sale a piacere. Nel frattempo, lavare bene 500 g di cicoria e tagliarla a listarelle. In un tegame fate rosolare uno spicchio d'aglio in olio extravergine d'oliva e aggiungete un peperoncino fresco. Aggiungere la cicoria e far cuocere a fuoco lento, coperte da un coperchio. Salate. A cottura ultimata, in un piatto fondo creare una base con la purea di fave, aggiungere al centro la cicoria ammorbidita e servite con una pioggia di scaglie di pecorino crotonese da grattuggiare direttamente a tavola davanti ai commensali. Sarà una gioia per gli occhi e per il palato!